Filiera

Dal tronco alla tavola: la filiera Alp Timber

Dal tronco alla tavola: la filiera Alp Timber

Fra il bosco e il banco di un falegname ci sono più passaggi di quanti se ne immaginino, e ognuno può migliorare o rovinare il legno. La filiera del gruppo Alp Timber nasce per accorciare quella distanza: due segherie di proprietà, un magazzino di stagionatura in Austria e un'unica selezione condivisa, dalla scelta del tronco fino al carico.

Tre siti, un solo standard

Il gruppo lavora su tre sedi. Cecconwood, in Ungheria, sega rovere e frassino del bacino pannonico. Lemnforest, in Romania, lavora rovere, tiglio e ciliegio dei Carpazi e dispone di celle di essiccazione per 160 m³. Ad Arnoldstein, in Austria, 3.600 m² di magazzino ospitano la stagionatura e la preparazione dei carichi verso i mercati.

Tre siti significa tre climi, tre bacini di approvvigionamento e tre linee di segagione. Quello che non cambia è il modo di leggere il legno: le stesse classi di selezione, gli stessi criteri sul tronco, lo stesso vocabolario quando si parla con il cliente. È questa costanza, più della capacità produttiva, a rendere confrontabili due lotti che arrivano da due paesi diversi.

Cataste di tavole nel magazzino del gruppo
Le cataste in magazzino: ogni pacco resta identificato per essenza, spessore e qualità.

La selezione comincia nel bosco

Un tronco non migliora a valle. Diametro, rettilineità, conicità, nodosità e presenza di cipollature decidono in anticipo quante tavole utili si potranno ricavare e in quale classe finiranno. Per questo la valutazione avviene prima che il tronco entri in piazzale, quando è ancora possibile destinarlo alla lavorazione giusta invece di scoprirlo dopo il taglio.

La provenienza locale aiuta due volte. Riduce il tempo fra abbattimento e segagione, che è il periodo in cui il legno fresco è più esposto a fessurazioni e alterazioni cromatiche; e permette di conoscere i boschi da cui arriva la materia prima, che è il presupposto di qualunque catena di custodia documentata.

Segagione: il taglio decide la resa

In segheria il tronco viene aperto seguendo la sua forma, non uno schema fisso. Tagliare rispettando la conicità e l'andamento della fibra significa ricavare tavole più larghe e più stabili dallo stesso pezzo; il contrario produce scarto e tensioni che si manifesteranno solo più tardi, quando il legno asciuga.

Gli spessori si decidono qui, in funzione della destinazione: una tavola da pavimento, una da serramento e una da ebanisteria non nascono uguali. Nel gruppo questo passaggio avviene internamente in entrambe le segherie — si può leggerlo in dettaglio nelle pagine Lavorazione di Cecconwood e di Lemnforest.

“Il legno non perdona le scorciatoie: ogni passaggio saltato a monte si paga a valle, quando la tavola è già dal cliente.”

Gruppo Alp Timber

Protezione, accatastamento, stagionatura

Subito dopo il taglio le testate vengono protette: è l'estremità della tavola a perdere umidità più in fretta, ed è lì che nascono le fessurazioni. Le tavole vengono poi accatastate con listelli, che tengono gli strati separati e lasciano circolare l'aria in modo uniforme su tutta la pila.

Da qui il percorso si biforca. Una parte del legname resta fresco di segagione, perché è così che il cliente lo vuole. Un'altra prosegue verso la stagionatura — all'aria sotto tettoia, in cella, o in sequenza — fino all'umidità concordata. Il magazzino di Arnoldstein esiste per questo: dare al legno il tempo di arrivare in equilibrio prima di partire.

Classi di selezione e linguaggio comune

Alla fine della filiera ogni pacco viene classificato. Il gruppo usa quattro classi — Boules, A/B, Character e Rustico — che descrivono quanta figura naturale il legno porta con sé: dal tronco ricomposto tavola su tavola fino al materiale che mostra apertamente nodi e caratteristiche. Nessuna è migliore delle altre in assoluto: sono destinazioni diverse. La pagina Qualità spiega come leggerle.

Lo stesso vale per le essenze: le undici latifoglie della pagina Essenze hanno comportamenti molto diversi in lavorazione, e la scelta corretta dipende più dall'uso finale che dalla preferenza estetica.

Dal magazzino al cliente

L'ultimo passaggio è il carico. Camion centinati per i mercati europei, container per l'export marittimo: due modi di viaggiare che richiedono preparazioni diverse, soprattutto in termini di umidità e imballo. I mercati serviti dal gruppo sono dodici, distribuiti fra Europa, Medio Oriente, Asia e Africa; la mappa completa è nella pagina Mercati.

Una filiera corta non è uno slogan logistico: è il motivo per cui un lotto può essere ricostruito all'indietro, dal pacco al bosco, quando serve. È anche ciò che rende possibile la certificazione di catena di custodia, che documenta quel percorso invece di limitarsi a dichiararlo.

Domande frequenti

Quanti passaggi ci sono fra il bosco e la consegna?

In sintesi sei: selezione del tronco, stoccaggio in piazzale, segagione, protezione e accatastamento, stagionatura o essiccazione, carico. Le due segherie del gruppo li svolgono internamente, senza intermediari fra un passaggio e il successivo.

Perché conta che le segherie siano di proprietà del gruppo?

Perché la selezione resta la stessa dall'inizio alla fine. Quando la segagione è affidata a terzi, i criteri di taglio e classificazione cambiano da fornitore a fornitore e due lotti apparentemente identici possono comportarsi in modo diverso.

Il legno viene sempre essiccato?

No. Una parte viene fornita fresca di segagione, perché è ciò che serve a molte lavorazioni. L'essiccazione in cella è un passaggio richiesto dal cliente in base alla destinazione d'uso, non un trattamento automatico.

È possibile risalire alla provenienza di un lotto?

Sì: ogni pacco resta identificato per essenza, spessore e qualità lungo tutta la filiera, ed è questo che rende documentabile la catena di custodia FSC® registrata dalle società del gruppo.

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