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Frassino e tiglio: due latifoglie sottovalutate

Frassino e tiglio: due latifoglie sottovalutate

Nelle richieste che arrivano a una segheria il rovere occupa quasi tutto lo spazio. Eppure due delle essenze che il gruppo lavora — frassino e tiglio — risolvono problemi che il rovere non risolve, spesso a un costo inferiore. Vale la pena guardarle per quello che fanno, non per la posizione che occupano nel listino.

Frassino: elasticità prima di tutto

Fraxinus excelsior è un legno duro, chiaro, a porosità anulare come il rovere, con venatura marcata e regolare. La caratteristica che lo distingue non è però la durezza: è la combinazione di resistenza meccanica ed elasticità. Il frassino assorbe gli urti e torna in posizione invece di spezzarsi.

È la ragione per cui manici di attrezzi, attrezzature sportive e componenti soggetti a sollecitazioni dinamiche sono storicamente in frassino. La stessa proprietà lo rende il candidato naturale per la curvatura a vapore: scaldato e umidificato, il frassino accetta raggi stretti e li mantiene una volta raffreddato. Sedute, schienali e strutture curve lo usano per questo.

Campione di frassino
Frassino: chiaro, elastico, con venatura regolare e marcata.

Dove sta attento

La durabilità naturale del frassino in esterno è modesta: non è un legno da esposizione diretta senza protezione. E come nel rovere, la distinzione fra durame e alburno va tenuta presente, anche se nel frassino il contrasto cromatico è meno netto — il che, per chi cerca un legno chiaro e uniforme, è un vantaggio estetico.

Tiglio: il legno che si lascia lavorare

Tilia cordata è l'opposto del frassino sotto quasi ogni aspetto. È un legno tenero, leggero, chiaro, a porosità diffusa e a fibra molto fine e omogenea. Non ha venatura marcata, non ha grandi differenze fra durame e alburno, non ha sorprese all'interno del pezzo.

Questa uniformità è precisamente il suo valore. Un legno a fibra fine e priva di direzioni preferenziali si taglia in ogni verso senza strapparsi: è la condizione che serve alla scultura e all'intaglio, dove il tiglio è il materiale di riferimento da secoli. La stessa proprietà lo rende eccellente in tornitura, modellismo e in alcune componenti di strumenti musicali.

Che cosa non chiedergli

Il tiglio non è un legno strutturale e non è un legno da pavimento: è tenero e si segna. Non ha durabilità naturale in esterno. Chiedergli prestazioni meccaniche significa usarlo male; chiedergli lavorabilità e stabilità dimensionale significa usarlo bene.

“Il tiglio non si impone mai: fa esattamente quello che gli si chiede, ed è per questo che chi intaglia non lo cambia.”

Gruppo Alp Timber

Il rifilato di tiglio

Il tiglio ha nel gruppo una posizione particolare: è l'unica essenza per cui Lemnforest produce rifilato, cioè tavole squadrate a spigolo vivo, fornite fresche di segagione oppure essiccate in cella. Le celle di essiccazione del sito di Tinca hanno una capacità di 160 m³.

La differenza fra una tavola rifilata e una non rifilata è pratica: la prima arriva già regolare, con bordi paralleli e dimensioni note, e riduce il lavoro a valle. Per lavorazioni in serie è spesso ciò che rende conveniente un'essenza che altrimenti richiederebbe troppa preparazione.

Due legni chiari, due comportamenti opposti

Messi accanto, frassino e tiglio sembrano parenti: entrambi chiari, entrambi privi del forte contrasto fra durame e alburno che caratterizza il rovere. In lavorazione si comportano però in modo opposto, e confonderli costa tempo.

Il frassino è duro, elastico e con venatura marcata: resiste, si curva, e il disegno partecipa al risultato finale. Il tiglio è tenero, leggero e a fibra fine: non resiste, non si curva a vapore con lo stesso vantaggio, e il disegno praticamente non c'è. Il primo si sceglie per come regge, il secondo per come si lascia tagliare.

Anche l'essiccazione li tratta diversamente. Il tiglio, a porosità diffusa e bassa densità, perde acqua rapidamente e senza grandi tensioni; il frassino, più denso e a porosità anulare, richiede un ciclo più attento, soprattutto negli spessori maggiori.

Quando sceglierli al posto del rovere

Il frassino va considerato ogni volta che servono elasticità, resistenza agli urti o curvatura, e quando si cerca un tono chiaro senza rinunciare alla durezza. Il tiglio ogni volta che la priorità è la lavorabilità — intaglio, tornitura, modelli, parti interne non a vista che devono restare stabili e leggere.

Entrambi sono nell'elenco delle undici essenze del gruppo, insieme a ciliegio, acacia, olmo, castagno, faggio, noce nazionale, canaletto e acero: la pagina Essenze le confronta una a una. Il frassino viene lavorato a Kálmáncsa, il tiglio a Tinca.

Domande frequenti

Il frassino è più duro del rovere?

Sono entrambi legni duri con valori vicini; la differenza rilevante non è la durezza ma l’elasticità, nettamente superiore nel frassino.

Perché il tiglio è il legno degli intagliatori?

Per la fibra molto fine e omogenea e la porosità diffusa: si taglia in ogni direzione senza strapparsi, il che è esattamente ciò che l’intaglio richiede.

Il tiglio può essere usato per un pavimento?

Non è consigliabile: è un legno tenero e si segna. Per pavimentazioni servono essenze con durezza superficiale ben superiore.

Che cos’è il rifilato di tiglio?

Tavole di tiglio squadrate a spigolo vivo, con bordi paralleli e dimensioni regolari, fornite fresche di segagione oppure essiccate in cella.

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